Ero poco più di un ragazzo quando tornai da Londra, ero andato li il 5 marzo 1988 avevo appena compiuto 18 anni. Partii che ancora era buio andavo a fare il ragazzo alla pari, giardiniere in cambio di vitto, alloggio e 70 sterline a settimana con cui mi pagavo la scuola di inglese.
Tornai a Santa Marinella ed era un 2 gennaio, pioveva a dirotto, portai con me un bagalio musicale che mi ero costruito in Inghilterra, avevo sempre amato la musica, inziai a suonare la chitarra a 6 anni, ma il mio amore vero ero il pianoforte. Già il pianoforte, troppo costoso, la chitarra costava molto meno e da Bartolozzi a Civitavecchia i ferrovieri avevano lo sconto. Ma io ero testone e quindi frequentai il corso di chitarra del dopolavoro ferroviario, ed inziai a capire cosa fossero quegli scarabocchi che venivano messi sul pentagramma. Da li non ho mai interrotto il mio rapporto con la musica e così con Daniele Ballarini, Germano Tasselli e Dario De Simoni formammo i Blizzard. Una band nata da 4 ragazzi di Santa Marinella che non suonavano cover ma scrivevano i loro brani. Eravamo un fiume in piena, io e Daniele scrivevamo brano dopo brano, le prove si facevano a casa di Daniele Ballarini e gli smadonnamenti di zio Manfredo (il papà di Daniele) si sentivano sopra il frastuono degli amplificatori. Avevamo scritto e registrato in SIAE circa 90 pezzi, era arrivato il momento di esibirci dopo tutto quel tempo passato a provare, scrivere, arrangiare e provare ancora. E la prima esibizione fu nel nostro teatro parrocchiale. C'erano tantissimi ragazzi, ma noi non sapevamo che qualcuno aveva sentito parlare di noi e sarebbe venuto al concerto. Mentre ci stavamo preparando venne su Luca un nostro amico che ci disse. Ragazzi c'è Bobby Solo in sala, stà in fondo seduto sullo schienale delle sedie. Il sangue si gelò, eravamo solo dei ragazzi perchè Bobby Solo era venuto a sentirci? Comunque oramai si doveva suonare, cercammo di far finta che tutto fosse ok e che c'erano solo dei ragazzi a sentirci. Il concerto andò alla grande, 2 ore e mezza di musica. Strade, Xenofobia, Monkey's pub, Sfregnati, Freedoom, Vivi e tanti altri brani. Quando il concerto finì dietro le quinte comparve Bobby Solo. Si presentò e ci chiese di essere il nostro manager. Figurarsi, un manager? Ma noi non avevamo neanche idea di cosa fosse un manager ma da li partì tutto e cominciammo a girare in lungo ed in largo suonando in ogni dove. Ma avevamo famiglie che non erano proprio progressite, ricordo una sera rientrammo alle 5 di mattina, andiamo a prendere il caffè al bar di Zio Manfredo che ovviamente era in piedi dalle 4 ed aveva aperto il bar. Lui ci guarda con la faccia di pietra e ci dice buongiorno senza tetto. Daniele gli dice. Papà ci fai due caffè? Si certo come no! Zio Manfredo mette mani alla macchina del caffè, beviamo questo caffè e siamo li per salutare che lui..... Andate a dormire? E si! bravi, bravi, aspettate un attimo però. Mette le mani sotto il bancone e tira fuori un cestello di acciaio, dentro c'erano cubetti di ghiaccio, lui li prende a manciate e ce li comincia a tirare sulla testa! Io ve ghiccio! disgraziati! tutta la notte in giro, ve ghiaccio, a lavorare! SUBITO! noi scappiamo via verso la passeggiata e lui ci corre dietro, Porca miseria una mira chirurgica, non sbagliava un colpa, e quanto facevano male. Morale Daniele dietro al bancone del bar, io sotto le serre con un sonno che la metà bastava. Ma si continuava a girare e suonare, suonare e girare. Poi arrivammo alla IT Record's. La producer che ci seguiva era Anna Calabretta, li vedevi girare artisti importanti e tu eri meno della mettà di niente. Il contratto era pronto, i pezzi pure, poi Bobby Solo si separò dalla sua moglie di allora, il sogno si infranse e tutto rimase li come se nulla fosse accaduto. Ma che periodi stupendo della vita.