Nasco da D'Emilio Giovanni e Tagliani Egidia, papà era un Santa Marinellese D.O.C. così come tutta la sua famiglia arrivata quì nel 1919 con il mio Bis Nonno Alfonso arrivato dall'Abruzzo.
Ricordo che papà era tutto orgoglioso di essere nato a S.Marinella anche se i documenti riportavano Civitavecchia, perchè allora questo territorio era sotto il comune di Civitavecchia. La famiglia di mio padre era una famiglia umile e di certo non benestante. Avevano come molti altri Santa Marinellesi dei terreni che avevano dato dopo la guerra per essere coltivati. In quel periodo quello che andava per la maggiore era la floricoltura e mio nonno inziò questo tipo di attività. La notte si alzava all'alba ed andava a prestare servizio come operatore ecologico, allora si chiamava lo scopino. Finito il lavoro si dedicava alla floricoltura. Una famiglia di 5 figli, 4 maschi ed una femmina e tutti stavano sui campi. Purtroppo papà non era quello che si dice un tipo tranquillo e nel quartiere Pirgus dove avitavano veniva chiamato Giovanni dalle Bande Nere. E' famosa in città la sua caduta dal camion dei rifiuti su cui si era arrampicato mentre il camion era in corsa perchè convinto che lo avrebbe portato in ospedale a trovare suo padre che in quel periodo era ricoverato li. Si sposa con mia mamma Egidia che proviene da una famiglia di Tolfa. Il papà di mia mamma "Luigi" morì sul lavoro, sotto la frana durante la costruzione dell'autorstrada proprio a Santa Marinella, per capirci sul tratto di strada che oggi conosciamo come via Lazio. Con lui morì anche Pavesi, due delle tante morti sul lavoro di quegli anni. E non è che c'erano indennizzi o altro. Il papà di mia mamma era un antifascista convinto e pagò un duro prezzo per questo, e così era anche mia nonna. In famiglia eravamo tre figli e papà dopo vari lavori riuscì ad entrare come operaio in quelle che allora erano chiamate Ferrovie dello Stato. Ovviamente anche lui finito il lavoro si dedicava alla floricoltura e tutti noi il pomeriggio lo seguivamo sui campi, poi quando si tornava c'erano i compiti da fare. Abitavamo a Quartaccia ed io dicevo sempre a mio padre che vivevamo 5 minuti dopo la fine del mondo. E così la vita andava avanti tra alti e bassi, momenti buoni e momenti meno buoni, ma abbiamo avuto la fortuna di avere un padre ed una madre che hanno sempre lottato spalla a spalla contro tutte le avversità. In casa si vedevano sempre tutti e tre i TG e ricordo che io mi arrabbiavo chiedendo perchè dovevamo vedere 3 telegiornali che dicevano le stesse cose. E mio padre che non era un tipo paziente, con i suoi modi burberi mi spiegava che si vedevano 3 tg perchè ogni tg raccontava la notizia conun punto di vista politico diverso e bisognava conoscere tutti i punti di vista per poter poi maturare il tuo punto di vista. Forse proprio lì nasceva lentamente la mia passione per la politica. Quando venni eletto era veramente contento, ma vi posso garantire che non mancavano mai le critiche all'amministrazione, gli stimoli e le proposte. Poi il 13 giugno del 2022 improvvisamente con una settimana ci lasciò, così, all'improvviso, un controllo di routine in ospedale e la sentenza era scritta. Leucemia fulminante, non c'erano speranze. Ed ora spero solo di essere degno dei suoi insegnamenti e sono certo che da lassù mi guarda e ancora borbotta perchè questo non va bene, quest'altro bisogna farlo diversamente. Ma lui era così, alla continua ricerca del miglioramento.