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Lettera aperta ai militanti e agli esponenti del Partito Democratico

Amiche ed amici del Partito Democratico, esponenti politici e cariche di governo a tutti i livelli, mi rivolgo a voi per una riflessione comune sullo stato delle cose.

Non sono i mezzi o le varie questioni che dividono, ma quell'apprezzamento dei valori che condividiamo a tutti i livelli e che forse con diverse maturità ci accingiamo di volta in volta a dibattere in quello che è lo spirito primo del PD, cioè il confronto. Sta di fatto che la violenza verbale mostrata in alcuni momenti politici anche recenti non può essere una costante del nostro partito, così come abbiamo visto maggioranze di partito non dialogare e minoranze di partito voler imporre quella che viene definita la dittatura della minoranza. Questo continuo agitarsi di acque cose genera? Una dittatura della maggioranza che fino a prova contraria vince un congresso ed è quindi legittima e leggittimata? Ma allora non può essere dittatura. Un soffocomento del pensiero della minoranza? Ma se quest'ultima urla e si impone allora è dispotica o magari inascoltata nei giusti modi e con i giusti tempi. Tutto ciò a mio modo di vedere sta frenando quella grande forza di rinnovamento che il Partito Democratico incarna nella nostra società, seppellisce e divide quelle forze di militanza che sono il vero carburante di un azione sociale sui territori. Quei territori che oramai sono ridotti allo stremo da un partito centrale troppo assente alle problematiche locali, dalle più importanti (quali supporto operativo nella conduzione dell'attività politica sia essa di maggioranza o di opposizione) fino alle più banali (quali gli affitti dei circoli o il pagamento delle utenze). 

Questo circolo vizioso che si è innescato non fa altro che dare una sola ed unica risultante: IL CAOS

I punti di divergenza in seno al ns partito non possono ridurre l'azione politica ad un giorno, un mese o una legislatura, la politica operativa deve essere una costante programmatica e pianificata che porti ad una fattiva azione a tutti i livelli, in primis quelli locali, perchè è da li che partono le aggregazioni, la vita sociale e lo stare insieme dei cittadini che si impegnano e coinvolgono altri cittadini in quello che è il grande progetto che le nostre idee propongono all'Europa ed al paese. In tutto ciò dove finisce l'azione del PD e sopra tutto dove comincia? La politica del Partito Democratico non è una politica di un giorno ma un lavoro continuo e faticoso per la conquista dei diritti e del benessere di tutti noi cittadini. Per fare questo non possiamo esimerci dal cooperare, scevri dai pregiudizi, liberi dall'odio e da posizioni ataviche superate dalla storia. E' altresì vero che  sottostare ai diktat a tempo indefinito vuol dire rinnegare ed umiliare se stessi. E allora cari amici, non possiamo continuare a vederci come due sponde distanti e ostili. Cosa accade? vanità, personalismi, cosa? Qualunque cosa sia TRADISCE lo spirito di un partito il cui percorso è la risultante di coloro che ipotizzarono seppur in tempi, modi e situazioni diverse quella che era l'unione tra l'anima cattolica e quella socialista del nostro paese.

Certo il modus operandi descritto non è esclusiva del Partito Democratico, ma un pò di tutti i partiti vecchi e nuovi, ma noi siamo diversi ed abbiamo il dovere di dimostrarlo. Per tanto mi domando prendendo a prestito concetti non miei. Questo modo di fare è proprio delle minoranze che intendono imporsi e schiacciare le maggioranze, oppure sono le maggioranze che vogliono e possono imporsi per legittimo diritto? La violenza in ogni sua forma è l'opposto della forza, questo non dobbiamo mai dimenticarlo. La violenza in ogni sua forma mostra che non si crede abbastanza nelle idee che comunque si difendono da idee diverse mostrando una volontà di integrazione unicamente di fiacciata. Il continuo esercizio del prevalere sempre e comunque a tutti i livelli risulta essere un esercizio inutile oltre che dannoso. Ed anche se si riuscisse a vincere in questo , quanto tempo passerà prima di avere una reazione della coscieznza politica di così detta minoranza? Quella vittoria seppur di qualche tempo inevitabilmente subirà una vendetta, questo avviene sempre e ben lo sappiamo noi del partito democratico. La violenza politica scatena una reazione politica e sembra proprio questa la strada che percorre il pericoloso crinale sul quale ci stiamo incamminando.

Eppure il PD è e rimane il partito del lavoro, dei lavoratori, della gente, lo dicono le sue origini Socialiste e Cattoliche, radici di uno stesso albero che invece di collaborare ad alimentarne fusti e fronde, si contrappongono per contenderi la chioma incuranti del pericolo che il tronco marcisca. Ci stiamo allontanando dalla meta, tutti noi ci stiamo allontanando da quegli obiettivi che ci eravamo prefissati, per impegnare le nostre forze (o meglio disperderle) in un coacervo di azioni che non fanno altro che suscitare tra la gente quel senso di sfiducia e quindi di inevitabile allontanamento dalla politica, quella politica che è condizione principe per far si che una regione Europea funzioni. Noi ciechi, non capiamo che quanto sta accadendo è di fatto un tradimento alla società civile, tutto questo sta mettendo a rischio le conquiste fatte in anni ed anni di lotte, sacrificandole alle nostre divisioni interne. Siamo troppo impegnati a lottare contro noi stessi e di fatto lavoriamo per coloro che oramai innegabilmente provano a riportare in auge concetti e mostri del passato a cui abbiamo dato il nome di popolusimo, ma di cui ben conosciamo il vero nome. Stiamo avvalorando e scatenando queste forze che cavalcando la situazione sociale capiscono che si stanno creando spazi e cercano in ogni modo ed a tutti i livelli delle istituzioni di occuparli per tessere una tela che dovrebbe preoccuparci e di cui invece stiamo fortemente sottovalutando l'importanza, così come tristemente accaduto in un passato non molto remoto.

Potrei rassegnarmi al destino e stare a guardare quel che accade, in fondo chi sono io per permettermi di scrivere una lettera aperta, abbiamo dentro il Partito Democratico, statisti, persone con una vasta cultura, io sono solo un militante ma sento forte la responsabilità di creare valore, quel valore fatto di azioni e contributi volti a costruire e veder distruggere mi spinge a fare qualcosa, fosse anche solo questa lettera per cercare di far riflettere.  Badate bene che quello che sembra un arresto del movimento operaio e di quella che viene definita classe media è solo un fatto sintomatico dei nostri tempi che stà solo maturando una nuova consapevolezza orami prossima ad esplodere e di cui noi non stiamo intercettando il cambiamento e le richieste.

Il modus operandi della violenza interna od esterna che sia, strutturale e morale ad oggi in atto è contraria allo scopo ed al ruolo del Partito Democratico all'interno del tessuto sociale e nella vita politica del paese, un paese il nostro che è innegabilmente arretrato sia per quel che concerne la sua evoluzione economica si per quanto riguarda l'attenzione a chi maggiormente soffre la congiuntura economica che stiamo vivendo da tanto, troppo tempo. Si delinea ai giorni nostri un nuovo o meglio rinnovato corporativismo industriale che ha gioco facile mancando ad oggi un corporativismo operaio. Guardate che questo non è un bene, nel momento in cui i lavoratori siano essi dipendenti, partite iva, liberi professionisti etc.. spinti dagli eventi prenderanno lucida consapevolezza della situazione, il colpo di ritorno sarà terribile e non ci saranno dighe, argini o buone intenzioni che potranno arginare quella che si prospetterà come qualcosa di ben peggiore di quanto vissuto e visto fino ad oggi. Dico questo per il semplice fatto che il crescendo delle diseguaglianze sociali ha infoltito le schiere di quelle categorie che ho definito corporavismo operaio. Questa è una forza, distratta, attonita e ad oggi confusa, ma tutto matura, tutto si evolve e se non diamo risposte così come politica impone verremo travolti  in un avvitamento che ineluttabilmente aprirà scenari internazionali che fatico e mi spavento anche solo ad immaginare. Nell'era della comunicazione digitale non ci rendiamo conto che pur cambiando i tempi, pur mutando lo scenario, le richieste della gente sono sempre le stesse, dignità e lavoro. Noi cosa abbiamo fatto per soddisfare tutto questo? Abbiamo abbandonato la creazione di una coscienza politica comune per dividerci, abbiamo dimenticato le parti sociali, leva importantissima e strumento di comunicazione bidirezionale, dapauperato le conquiste di leggi sociali utili al popolo bloccando di fatto lo sviluppo di una cultura popolare ad oggi facile preda di chi con i nuovi mezzi tecnologici ben sa come irretire, plagiare e strumentalizzare ogni refolo di vento. Fin tanto che questo stato di cose rimarrà immutato la demagogia sarà sempre trainante. Quest'ultima si impossessa dei comuni e successivamente del parlamento, badate che è già successo qualche tempo fa, in Germania ed in italia, cosa accadde non sta a me ricordarlo ma tutti noi tenerlo bene a mente. Dobbiamo quindi lavorare per creare quella maturità di animo che prepari lo stato di domani con uomini capaci di tenerne saldo il timone. Già cari amici, creare una maturità d'animo che sorpassi l'astio, gli odi personali ed i personalismi e che sia capace di dialogare seppur su posizioni diverse facendo tesoro delle comuni radici che ci tengono insieme. Quale l'alternativa? quella di una scissione che releghi l'immenso valore della tradizione socialista in mille e mille rivoli depauperando quella che è una componente fondante non solo del Partito Democratico ma dell'Europa tutta. Europa di cui siamo padri fondatori e nella quale non riusciamo a dialogare perchè anch'essa divisa tra interessi nazionali, egoismi ed azioni che si incastrano in un parallasse incomprensibile anche in una visione ad alta definizione. Quale la colpa di Matteo Renzi? Quella di provenire dall'anima cattolica del paese? E quindi essere bersaglio,  E quale la colpa di Bersani? Quella di provenire dall'anima socialista? E quindi anche lui bersaglio. Insomma un fuoco incrociato e per assurdo fuoco amico. Fatemi capire ma il Partito Democratico non doveva essere la sintesi di queste due anime che avrebbero portato una politica nuova fatta dalla gente per la gente? Non era questo l'obiettivo? Cosa c'è di nuovo nello scannatoio tra correnti che vediamo amplificato alla massima potenza su giornali, tv e rete? Per questo ho fatto la tessera del PD? per questo ho speso il mio tempo? è per questo che ho lottato, pianto, mi sono sacrificato anima e corpo, attaccato manifesti, parlato con le persone cercando di portare un messaggio di speranza e credibilità politica. E' per questo? per vedere quello che si prospetta come l'atto politico più scriteriato che si sia mai visto dopo la scissione socialista? Ma proprio non riusciamo ad imparare?

Se non riuscirete ad ascoltare, tutto quello che verrà vi muterà tra la mani, il solido nucleo di valori che accomuna l'anima cattolica e socialista diverrà liquido e scivolerà inevitabilmente a terra. Solo un azione libera, progressiva, inclusiva potrà portare a successive conquiste per il benessere dei cittadini. In una parola quel che serve è un azione di concerto e non violini che suonano parti diverse di altrettante diverse composizioni. Non parlo di favole ma parlo di tornare ad una gestione politica del sociale. Poteri comunali, Sindacati, pmi, lavoratori, casalinghe, giovani,professionisti e pensionati, tutto correlato da un azione parlamentare, insomma CULTURA! si cultura è meglio ancora se anche cultura politica.  Non sempre la via più breve è la migliore non dimentichiamolo, a volte è la via più lunga ad essere la più breve perchè più veloce da percorrere. E' la comune azione politica che deve unirci perchè essa porta entusiasmo e di conseguenza cementifica l'unità e li dove l'azione manca possiamo vedere come la demagogia ed il populismo si faccia strada, Roma ne è un esempio.

Per tanto non posso accettare il tanto meglio, tanto peggio, così come non posso accettare che vada in frantumi quella casa comune che è l'anima di milioni di persone che con storie politiche diverse fatte di percorsi diversi hanno lavorato e lavorano alla costruzione di una visione al passo con i tempi. Mentre nei circoli faticosamente e lentamente si impara e ci si sforza di dialogare il partito a livello centrale da indecoroso spettacolo di se, mostrando il volto peggiore che la politica possa dare ai cittadini allontanandoli ancora di più da quella naturale passione per la politica di cui abbiamo tutti estemo bisogno. 

Si deve parlare di maggioranza e minoranza del Partito Democratico? Ma stiamo scherzando? Cosa conta tutto ciò dinnanzi alle necessità storiche che stiamo vivendo? Quello che conta è la forza che opera in modo fattivo dal parlamento fino all'ultimo comune di provincia, quella forza per la quale e con la quale ho sempre lottato e con la quale lotterò fino alla fine. Concludo questa lettera aperta invitandovi a fare la vostra parte per fa vincere quella forza fatta di uomini e donne e consegno queste mie riflessioni non come una missiva ma come un vero e proprio strumento di lotta.

 

Ultima modifica ilVenerdì, 27 Gennaio 2017 14:03
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