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Il giorno della memoria! Pensieri LIBERI

Sono passati 71 anni da quel 27 gennaio 1945 quando i soldati dell'armata rossa aprirono i cancelli di Auschwitz. Lo spettacolo che viddero davanti ai loro occhi mostrava tutto l'orrore di una cieca follia. Pochissime le persone ancora in vita e migliaia di carcasse di carne umana. Fosse comuni, forni crematori che avevano bruciato vivi, bambini, donne e uomini, camere a gas. Un collage che nemmeno Quentin Tarantino sarebbe in grado di immaginare. Quel giorno si svelò al mondo il più atroce orrore della storia dell'umanità: LA SHOAH!

Dalla fine degli anni 30 al 1945 in Europa furono deportati e uccisi circa 6 milioni di ebrei, a cui si aggiunsero zingari, portatori di handicap, omosessuali, oppositori politici, ed anche ITALIANI. Già anche molti Italiani subirono quella triste sorte.  Con una legge del 20 luglio 2000 la Repubblica Italiana istituì il giorno della memoria dove viene riconosciuto il 27 gennaio come data simbolica per ricordare e non dimenticare La nostra terra a sua volta si auto assegnò il marchio dell'infamia appoggiando quel regime totalitario e assurdo che viddè a sua volta la dittatura fascista italiana promulgare le leggi raziali, la persecuzione dei cittadini ebrei che hanno subito la deportazione, la prigionia e la morte purtroppo è avvenuta anche da noi.

Primo Levi, il grande scrittore italiano deportato e sopravvissuto al lager di Auschwitz ha scritto che ogni qualvolta si pensa che uno straniero, o un diverso da noi è un Nemico, si pongono le premesse di una catena al cui termine c'è il Lager, il campo di sterminio. Scrisse: "E’ avvenuto, quindi può accadere di nuovo: questo è il nocciolo di quanto abbiamo da dire".

Non possiamo nasconderci e non assumerci la responsabilità della nostra comunità e di quella Europea nei confronti del nostro futuro e di quello dei nostri figli. Tutto questo va raccontato, va spiegato nelle scuole, va creata quella consapevolezza che orrori simili non devono accadere mai più. Le domande che rimangono sono moltissime, Una persona che non ha memoria non è una persona,  mi chiedo come possono alcuni sposare teorie negazioniste sostenendo che tutto questo non sia mai accaduto e che sia una montatura creata a da arte.

Violenze di ogni tipo, abusi sessuali, esperimenti pseudo scientifici, si è fatto di tutto in quei campi. Persone deportate su treni trasformati in carri bestiame, persone a cui veniva fatta indossare la divisa dei campi e venivano marchiate con un tatuaggio indicante un numero. Il propagarsi delle malattie, tifo, malaria, dissenteria, veniva somministrato alle donne una sostanza che bloccava il ciclo mestruale, le conseguenze di tale azione sono facilmente immaginabili. E poi lavoro, lavoro e ancora lavoro, in condizioni oltre il limite della sopportazione umana. Con -20 gradi sotto le zero, all'aperto, malvestiti, malnutriti, moltissimi morivano di freddo e fame, stipati in baracche, l'aspettativa di vita non andava oltre tre mesi. Quando non ce la facevi più e non venivi ritenuto idoneo al lavoro la tua destinazione era il forno crematorio, non possiamo immaginare l'odore di carne bruciata, o la disperazione di una madre che vede bruciare vivo il proprio bambino. Uomini costretti a scavare la propria fossa dove da li a poco sarebbero stati seppelliti dopo una fucilazione sommaria.

Anime nel fango, nell'umiliazione, nella disperazione, il tutto ad opera di altri uomini. Guccini cantava: Come può l'uomo uccidere un suo fratello, non mi si venga a dire che la guerra è guerra, perchè tutto ciò va oltre la guerra. Non è altro che la risultante di uno pazzo schizzofrenico, depresso passato agli annali della storia con il nome di Adolf Hittler. Un uomo piccolo, piccolo, che conquistato il potere scatenò tutta la sua follia delirante insanguinando l'Europa. Muri, filo spianato, razzismo e morte. Ed oggi? i muri che vengono costruiti sono poi così diversi da quei muri di allora?

Il termine ebraico Shoah, che si trova anche nella bibbia, significa una catastrofe, una tempesta devastante, e probabilmente non ci sono parole migliori per descrivere quella che fu una catastrofe non soltanto per gli ebrei, ma per tutta l’Europa e per tutto il mondo. Gli ufficiali nazisti non ci hanno lasciato documenti precisi con un conteggio delle vittime, e per questo motivo calcolare quante persone siano state uccise dai nazisti non è un compito facile per gli storici. Ci sono alcune buone ragioni per cui i documenti relativi alle vittime dell’olocausto sono scarsi: a partire dal 1943, quando si inizia a temere che i paesi dell’Asse avrebbero perso la guerra, buona parte della documentazione raccolta riguardo alle vittime inizia ad essere distrutta dai nazisti, che immaginavano che al termine della guerra ci sarebbero stati dei processi. Soltanto con la fine della seconda guerra mondiale i paesi vincitori iniziano ad impiegare personale incaricato di contare le vittime del nazismo.   

L'odio, questo mostro che perseguita l'uomo, tutti contro tutti, muri per gli immigrati, muri costruiti a tutela della propria economia, muri che somigliano a trincee di guerra, muri, muri fatti di pregiudizio, di paura, muri sempre e soltanto muri. La Germania ha chiesto scusa per quanto accaduto, la chiesa ha chiesto scusa, l'Italia ha chiesto scusa, ma le scuse servono a poco per tutte quelle vite spezzate a cui è stato tolto arbitrariamente il diritto di viversela quella vita, solo e soltanto perchè la razza pura doveva prevalere. Prevalere economicamente, prevalere socialmente, prevalere nella gestione del potere.

Con sempre maggiore forza ascoltiamo e vediamo riemergere certi comportamenti, l'ulitmo qualche giorno fa a Venezia dove un profugo è stato lasciato affogare da decine di persone la cui preoccupazione era riprenderne la morte in diretta con lo smartphone mentre veniva aprostrofato come AFRICA!!! prendi il salvagente! e poi la frase finale: Ma si, lascialo morire. L'intolleranza, la guerra tra poveri di gente che in forte difficoltà economica se la prende con chi è più debole per paura che questo gli possa portare via un pezzo di pane. In poche parole il mondo si divide ancora invece di unirsi. Ed allora che il giorno della memoria sia di monito, si di insegnamento per farci capire che per risolvere i nostri problemi la soluzione non è versare sangue, ma collaborare insieme. Se ci fermiamo a pensare non faticheremo molto a capire che le risorse ci sono, basta collaborare a livello internzaionale per far si che si possano distribuire creando ricchezza e benessere e non ringhiando sul prossimo.

So che questo articolo è banale, forse una vera e propria cagata, ma non riesco più a scrivere di questa cosa, ho visto con i miei occhi, ho ascoltato con le mie orecchie e non ci riesco, non ce la faccio. Si scatena dentro di me una vera e propria tempesta fatta di rabbia, incazzatura, paura, coraggio, rimpianto e senso di colpa per quanto accaduto. Già perchè sono Italiano e non mi perdono quello che abbiamo fatto, non chiedo scusa perchè da sempre sono dall'altra parte dalla quale erano e sono coloro che sminuiscono e peggio approvano queste azioni. Ma non ci riesco a scrivere, quello che posso fare e metterci il mio impegno affinchè la cultura dell'odio non vinca MAI!

 

Ultima modifica ilVenerdì, 27 Gennaio 2017 11:06
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