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Un uomo a difesa della FESTA DELLA DONNA!

Inutile girarci intorno, la festa della donna è diventata una CAGATA PAZZESCA per dirla in termini fantozziani. Mimose, fiorellini, uscite con le amiche e locali notturni, se poi c'è uno spettacolo di streep con un bel ragazzo che si spoglia è anche meglio. Insomma una mastodontica ricorrenza commerciale, ne più ne meno come S.Valentino. Ma vale la pena di celebrarla questa festa se oramai il suo significato è questo? Possibile che non si senta il bisogno di rivendicare il proprio ruolo al pari dell'uomo all'interno della società?

Il tutto cosa è diventato? Una serata alternativa per uscire dalla routine di tutti i giorni? Sta di fatto che è comprovato che a parità di competenze la donna lavora di più e guadagna di meno, se rimane incinta sul posto di lavoro viene vista come se avesse la peste e nel peggiore dei casi perde anche il lavoro, donne violentate, stuprate, schiavizzate, picchiate e nella peggiore delle situazioni morte ammazzate. E davanti a tutto questo pianto si va a vedere lo spogliarello ed a cena fuori con le amiche? Fossi una donna mi incazzerei e mi murerei in casa piuttosto che festeggiare così l'otto marzo. Una festa nata per ricordare le conquiste sociali, politiche ed economiche, le suffraggette che sono in questa foto erano quelle che venivano arrestate perchè chiedevano il voto per le donne. Eppure la donna contiuna a subire, sono in aumento le violenze domestiche e le contromisure non sono certo afficaci a quando si può vedere in giro. I dati Ista sull'occupazione femminile sono disarmanti se rapportate agli uomini.

Poi abbiamo il corpo, già il corpo della donna che in questo contesto sociale è diventato strumento di divulgazione dei messaggi più disparati, una volta solamente commerciali, oggi anche politici. idem per ottenere credibilità nel contesto lavorativo. Contesto che sempre più spesso porta alla rinuncia della maternità fino a quando non si riesce ad avere una stabilizzazione contrattuale, e dopo se si vuole un figlio bisogna anche prepararsi alle ritorsioni aziendali che quasi sempre si devono subire. Eppure ci sono tanti motivi per festeggiare questo giorno,  aderire all’offerta del Ministero Beni Artistici e Culturali: l’ingresso gratuito, per le donne, nei luoghi d’arte statali, partecipare agli eventi sulla condizione femminile promossi dallo stesso Ministero in molte città italiane. Aderire alla proposta dal Coordinamento Donne Cgil, che ha organizzato l’assemblea “Welfare, lavoro, pensioni e dintorni”, incotri che analizzano la condizione della donna nel passato e nel contesto attuale, cercando soluzioni migliorative per la condizione sociale della donna stessa. Insomma un giorno di impegno civico, sociale e politico. Ed invece quello che senti è: Ma dove andiamo a mangiar che non si spende tanto e magari c'è lo spogrliarello. Una cosa degradante ed avvilente che sputa sopra il sangue di tutte quelle donne che sono morte per vedere garantiti i propri diritti. Eppure sembra che le donne se ne siano dimenticate, orami prese in un turbinio di consumismo che lobotomizza l'anima oche starnazzanti invadono le strade delle città.

Proprio ieri sera mi tornava in mente un vecchio slogan che la dice lunga su come era ieri la festa della donna e come è oggi. Faceva più o meno così: Carol Wojtyla fatti i cazzi tuoi, la legge sull'aborto ce la gestiamo noi.

Adesso non è proprio così, si preferisce il ohh le leeeee ohh làlà faccelo vedè, faccelo toccà.

 

BUON 8 MARZO A TUTTE LE DONNE CHE LO FESTEGGIANO VERAMENTE.

 

 

Ultima modifica ilMartedì, 07 Marzo 2017 14:32
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